Ramini · Pistoia — Karate per Autismo, ADHD e Neurodivergenza
Per bambini e ragazzi autistici, con ADHD o altre neurodivergenze, adattiamo il modo in cui insegniamo: regole chiare e ripetute, gruppi piccoli, un ambiente prevedibile. Non sostituisce un percorso terapeutico: è uno sport che include davvero.
Si integra nel corso giusto per età
Gli adattamenti sono gli stessi in ogni fascia d'età: cambia il corso, non il modo in cui accogliamo chi arriva.
Come lavoriamo
Non cambiamo il karate: cambiamo il modo in cui lo insegniamo. Piccoli accorgimenti, pensati insieme a chi il dojo lo vive ogni giorno, che fanno una grande differenza.
Il rito di chiusura di ogni lezione
Ultimi minuti di lezione. Ci si inginocchia in cerchio. Si recitano a memoria cinque frasi imparate prima delle tecniche. È il Dojo Kun. Il codice del karate Shotokan tradizionale. Non è un rito decorativo.
Sono sempre le stesse cinque frasi, nello stesso ordine, alla fine di ogni lezione: è la parte più prevedibile del dojo. E per molti dei nostri allievi, è anche quella che aspettano di più.
"Il karate è via per migliorare il carattere."
Ogni cintura si guadagna con la costanza, non viene regalata: un traguardo chiaro e concreto, senza sorprese lungo il percorso.
"Il karate è via della sincerità."
Si dichiara da soli quando un colpo è arrivato o un errore è stato fatto: una regola semplice e sempre uguale, facile da riconoscere.
"Il karate rafforza la costanza di spirito."
Un kata si ripete decine di volte, sempre nello stesso ordine: qui la ripetizione non stanca, rassicura.
"Il karate insegna il rispetto universale."
Si saluta il compagno prima e dopo ogni esercizio a coppie: un gesto fisso, uguale per tutti, senza ambiguità.
"Il karate è mezzo per acquisire l'autocontrollo."
Fermare un colpo a un centimetro dal compagno richiede attenzione e autoregolazione: si allena proprio quello che serve di più.
Ho iniziato per mia figlia. Vent'anni dopo insegno ancora, allievo per allievo.
e Fabiana
Faby, 15 anni
Faby, 5 anni
"Ho iniziato a sei anni. Ero timida e non mi piaceva nessuno sport di squadra. Il karate mi ha insegnato a restare concentrata su un obiettivo e a rispettare chi mi stava intorno. Da adulta ho scoperto di essere ADHD e solo allora ho capito quanto quell'autocontrollo imparato con il karate mi avesse aiutata a costruire la vita e il lavoro che ho oggi. Non so se oggi avrei avuto la capacità di costruire quello che ho costruito. Sarebbe stato tutto molto diverso."
[Chi c'è dietro Ramini]
Carmela è una delle prime allieve del Maestro Alberto Bacchi che ha fondato l'Accademia Shirai Karate. Anni dopo ha aperto a Ramini il distaccamento e ha portato con sé lo stesso rigore che l'ha formata da ragazza.
L'Accademia Shirai Karate Pistoia nasce nel 1993 sotto la guida del Maestro Alberto Bacchi già atleta e allenatore della Nazionale italiana FIKTA e più volte campione tricolore. Il nome dell'accademia è un omaggio dichiarato al Maestro Hiroshi Shirai (1937-2024) 10° Dan tra i padri del karate Shotokan in Italia. Arrivato a Milano nel 1965 fu lui a portare nel paese lo stile che ancora oggi si insegna a Ramini.
Nel giugno 2022 l'Accademia ha vinto il campionato di Serie B battendo Torino in finale e conquistando la promozione in Serie A. Solo la seconda volta nella storia che una squadra toscana ci riesce. Gli stessi principi e lo stesso metodo arrivano fino alla palestra della scuola elementare di Ramini, adattati a chi ne ha bisogno.
Anno di fondazione, a Pistoia, per mano del M° Alberto Bacchi.
Il grado del M° Hiroshi Shirai, a cui l'accademia si ispira nel nome.
Dal 2022, dopo la finale vinta contro Torino.
[Prima di iscriversi]
Le stesse paure e gli stessi dubbi che avete anche voi. A rispondere è Carmela guardandovi dritto negli occhi. Niente frasi da depliant.
[Quando e dove]
[Visti da dentro]
Non è terapia e non promette miracoli. È uno spazio dove le regole sono sempre le stesse, il rispetto è reciproco e i progressi si vedono, un passo alla volta. Lo raccontano meglio di noi le famiglie che ci hanno già provato.
Non voleva mai provare sport nuovi. Qui nessuno lo forza: fa un giro a guardare finché non è pronto, poi entra quando vuole lui.
Con l'ADHD stare fermo un'ora era impossibile. Qui si cambia esercizio ogni pochi minuti: alla fine della lezione è stanco, non agitato.
[Una palestra di famiglia]
Sakura Karate Ramini è una palestra fatta da genitori per genitori. Sappiamo cosa significa cercare qualcosa che accolga davvero un figlio, non solo un'ora di attività fisica.
"Avevo paura che il karate fosse troppo rigido per lei. Invece Carmela ha adattato tutto: i tempi, le parole, persino l'ordine degli esercizi quando serviva. Non me lo aspettavo da un corso di arti marziali. Oggi è lei a portarmi per mano verso il tatami."
[L'effetto tatami]
Non promettiamo miracoli. Offriamo una struttura che si può contare, un gruppo che accoglie e piccoli traguardi concreti che restano.
Stessa struttura, stessa apertura e chiusura ad ogni lezione: sapere cosa succede dopo abbassa la tensione.
Istruzioni brevi, una alla volta, mostrate prima di essere spiegate: meno fraintendimenti, più autonomia.
Fermare un impulso prima di agire, riconoscere quando serve una pausa: si allena proprio quello che serve di più.
Un gruppo preparato ad accogliere, non a giudicare: si appartiene prima ancora di essere "il migliore".
[Il regalo più utile in questa fase]
Non è terapia e non promette miracoli. È uno spazio dove le regole sono sempre le stesse, il rispetto è reciproco, e i progressi si vedono un passo alla volta.
[Il suo posto è qui]
Prima parliamo, poi decidiamo insieme se e come iniziare. Nessun impegno, nessuna fretta.
Chi ci ha già provato
Prima di iscriverlo ho parlato a lungo con Carmela. Niente promesse, solo disponibilità a provare.
Ha bisogno di sapere cosa succede dopo. Qui la lezione è sempre uguale, e per lui questo cambia tutto.
Ha ancora giorni difficili. Ma sul tatami sa sempre cosa aspettarsi, e questo lo tranquillizza.
Non voleva mai provare sport nuovi. Qui nessuno l'ha forzata, e alla fine è entrata da sola.
Avevo paura fosse troppo rigido per lei. Invece hanno adattato tutto, tempi compresi.
Il colloquio prima dell'iscrizione ci ha tolto un bel po' di ansia: sapevamo già cosa aspettarci.
[Il dojo accoglie anche le neurodivergenze]
Qui non deve adattarsi lui per primo.
Cominciamo con una chiacchierata, senza impegno.